di Davide Orsini da www.orvietonews.it

Lo dico senza giri di parole e in modo brusco, vorrei che alle prossime elezioni comunali Laura Ricci diventasse sindaca di Orvieto. In ordine di preferenza, se Laura non dovesse farcela, vedrei la vittoria del PD come il male minore. Di certo vedrei la riconferma di Còncina come la condanna a morte definitiva della mia Orvieto.

Non mi dilungo sui motivi del mio giudizio nei confronti della giunta uscente. Ne ho scritto abbondantemente e credo che i fallimenti di Còncina siano palesi. Dovrebbero essere chiari anche a quella parte di borghesia “illuminata” che aveva trovato in Orvieto Libera un raro momento di mobilitazione positiva, poi accantonato e del tutto sterilizzato a vantaggio dei cacciatori di teste della destra paesana.

Ma lasciamo stare le beghe dei Cònciniani. Piuttosto m’interessa ragionare sulla novitá rappresentata dalla candidatura di Laura Ricci: una bella sorpresa direte voi. Si, un fatto positivo, dico io, ma non una sorpresa. Mi spiego. A detta degli organizzatori della lista “Rigovernare Orvieto” la candidatura di Laura rappresenta l’apice di un movimento trasversale che punta a raccogliere consensi in svariati settori della societá orvietana. Vero. Però in questa operazione io vedo anche dei segni di continuità con il recente passato della sinistra nostrana.

È un fatto che dalla fine degli anni ’90 gli elettori di centro-sinistra si sono spaccati in due. Da una parte ci sono quelli che seguono il partito fedelmente qualunque cosa faccia. Dall’altra ci sono gli elettori di sinistra che non riescono a turarsi il naso e che pensano che la sinistra partitica nostrana abbia nel tempo tradito i principi etici e politici sui cui l’idea stessa di sinistra dovrebbe fondarsi. Questa opposizione attiva (quindi non piú soltanto rifiuto di partecipare) si è espressa concretamente a partire dalla fine degli anni ’90 con la candidatura di Maurizio Conticelli e la formazione di Altra Città, della quale erano membri attivi Fabrizio Cortoni, e l’attuale segretario del PD locale Scopetti.

Per circa un quindicennio la presenza di Altra Città dentro e fuori le istituzioni cittadine ha favorito l’amalgama di vari soggetti (ambientalisti, parte della elite culturale cittadina, commercianti, agricoltori, ed elettori di sinistra non piú giovanissimi) che altrimenti avrebbero semplicemente avversato dall’esterno le pratiche politiche di Cimicchi e poi di Mocio. Dunque almeno per tre consiliature il voto di una parte degli elettori di centro-sinistra è andato ad una formazione di opposizione che aveva un’altra idea del territorio. Poi Conticelli, forse influenzato dalla scelta di Scopetti di confluire dentro il PD, ha praticamente riversato il suo patrimonio politico dentro il “partito” appoggiando esplicitamente la candidatura di Loriana Stella. L’esito di quell’operazione è sotto gli occhi di tutti. Fu un errore madornale, che non soltanto frammentò tutto l’orizzonte politico di Altra Città ma alienò le simpatie di molti suoi membri attivi, che si rifiutarono categoricamente di appoggiare l’operazione “piglia tutto” della Stella. Ricordo, per chi se ne fosse dimenticato, che a poche settimane dal voto nel centro-sinistra si crearono liste di ogni sorta (con personaggi francamente improponibili per un elettorato dal palato fine come erano i simpatizzanti di Altra Città) e che a tal proposito ci fu un dibattito infuocato.

Taglio corto. Il punto é che Laura potrebbe rivitalizzare quella parte del centro-sinistra che si è sentita tradita dalla Stella (la quale abbandonò dopo poco tempo anche la sua seggiola in Consiglio Comunale, lasciando nel vuoto totale il PD) e che vede nella sua lista un segno di rinascita politica e culturale di Orvieto.

Leggere la formazione di “Ri-Governare Orvieto” come la riedizione di Altra Città peró sarebbe semplicistico, riduttivo, e fuorviante. Laura rappresenta, finalmente, una logica nuova che spinge tutti a ragionare per categorie diverse da quelle usuali. Ha dietro di sé una compagine variegata di cittadini attivi che vogliono cambiare. Conosce ambienti diversi di Orvieto, dai movimenti, al mondo dei giornali, dalle fondazioni, ai circoli culturali, alle fabbriche. Non si tratta di un eclettismo pragmatico, ma di una visione d’insieme che nasce da esperienze vissute con onestà ed intensità. Laura è una vera esperta della comunicazione non perché sia in grado di sedurre il pubblico con le parole, ma perché è una donna, una professionista, che sa concretamente stabilire delle connessioni fra soggetti diversi attraverso la sua voglia di capire e di farsi capire. In fondo è questo il salto di qualità necessario per uscire dall’immobilismo degli anni passati: individuare velocemente i problemi, riaprire un dibattito sulle idee per ricominciare a far vivere questo territorio dalle mille potenzialità. E per fare ció c’è bisogno di tutti, esclusi i parolai ed i tagliatori di teste, ovviamente.