Orvieto – Venerdì 19 settembre alle ore 18,00

ultima malattiaChe rapporto c’è tra emozioni e malattia? Perché ci si ammala e perché due ammalati, a parità di diagnosi, presentano un’evoluzione opposta? Qual è il ruolo del medico nel rapporto con il paziente e come questo può influenzare la malattia? Qual è il compito del medico nella medicina del futuro? Possono i nostri pensieri influenzare il nostro stato di salute?

Sono questi i principali interrogativi affrontati nel libro di Eugenio D’Aniello “L’ultima malattia”, edito da Harmakis Edizioni. Non, come forse ci si aspetterebbe, tramite una narrazione tecnica o saggistica, ma attraverso alcuni serrati racconti che hanno il merito di coinvolgere il lettore in storie di vita dal sapore di situazioni, sentimenti, paure, disperazioni e speranze di esistenza reale. Storie mai banali, seppure comuni a quelle che molte persone nel loro rapporto con la malattia attraversano o possono aver attraversato.

Il libro sarà presentato venerdì 19 settembre alle ore 18,00 alla Libreria Parole Ribelli di Orvieto (Corso Cavour, 3). Interverranno alla presentazione l’autore Eugenio D’Aniello, l’editore Leonardo Lovari, la scrittrice Laura Ricci, l’attore Andrea Brugnera, il pittore  Salvatore Ravo, autore della copertina con l’opera “La Madre Terra”.

Eugenio D’Aniello, oltre a praticare la scrittura e la poesia dialettale napoletana – di cui nel libro compaiono alcuni inserti – esercita nella vita la professione di medico specialista in Oculistica e di ufficiale medico dell’Esercito e ha partecipato, in quanto tale, ad alcune missioni italiane in Kosovo. Vive e lavora in provincia di Napoli e è noto in ambito professionale per l’intensa attività di consulenza e informazione e per la conoscenza sia della medicina tradizionale che delle medicine non convenzionali. In questo suo lavoro racconta in modo avvincente e scorrevole storie di malati e malattie, ma anche episodi di guarigione grazie alla collaborazione tra medico e pazienti e alla voglia di vita di questi ultimi, così che il testo risulta, alla fine, soprattutto un libro sul perseguimento di un equilibrato rapporto tra malattia e benessere. Quasi una narrazione filmografica a episodi condotta da diverse angolazioni, in cui si passa da storie di semplici famiglie del Sud Italia a storie di famiglie di medici, a episodi ambientati in ospedali e strutture del sistema sanitario pubblico, a racconti che si snodano nel territorio di guerra del Kosovo. Accanto ai risvolti umani, ci si trova di fronte allo spaccato sociale di un certo modo di condurre la sanità in questa nostra epoca, con il suo alto contributo tecnologico ma con un’insufficiente attenzione, forse, a quell’unità corpo-mente-spirito che l’autore ricerca e all’influenza che questo trinomio di interezza può avere sullo stato generale della salute.